Un Natale in Solitudine a 5000 metri

Don Cirillo, pastore che vive solo nelle montagne del Perù
Non è la mia di solitudine, questa è stata spazzata via, surclassata nel confronto con quella di Don Cirillo.
Lo abbiamo incontrato dopo aver scollinato, alla fine di una serpeggiante salita, dentro a una forcella di roccia che separa due mondi e due valli a 5070 metri di altezza. Prima c’era una terra ancora ancora amica della civiltà e dell’agricoltura … poi c’era una valle di terra gelida dove han radicato ghiacciai.

Avanti a noi c’è un tentativo di strada che prosegue e sembra solo una ferita di pietrisco e terra su una pelle eterna ossidata dai secoli.
Ci proviamo, la moto incespica con un ritmo franto da colpi di tosse, un vecchio brontosauro che va a estinguersi nell’era glaciale.

Un pastore della cordillera peruvianaUn pastore in mezzo a un gregge di Llama si avvicina a noi che siamo fermi a scattare da lontano qualche immagine del lento brulicare di tutte quelle palle di pelo che mordicchiano l’erba.
Ci mostra una torcia a incandescenza che non ha nessuna simpatia verso i led efficienti e moderni, poi ci chiede se gli vendiamo una batteria per farla funzionare.
La notte gli entra in casa e ha pure finito le candele.

Non ne abbiamo, ci scambiamo soltanto parole. La sua bocca tenta lo stesso un sorriso, un provino preparato nella rara incombenza di vedere esseri umani. Olga svuota la borsa della moto e gli regala tutto il cibo che avrebbe fatto il nostro banchetto natalizio.
Nel suo sguardo passa una scossa che increspa acque stantie di malinconia e ricordi. Il sorriso si pronuncia più forte sciogliendo nodi da un lato all’altro del suo viso.
Gli chiediamo se ha una compagna a casa per passare il Natale, ci dice di no e il brutto tempo sembra coprirlo di nuovo.
Ci indica una baracca lontana, la sua casa, poi i duecento lama, quel che più assomiglia a una compagnia.

È felice del cibo, ci ringrazia ma gli vengono solo parole in Quechua che rendono ancor più ancestrale la sua persona, più imparentata con ghiacciai che si stanno sciogliendo per sempre che con la nostra specie.
Vuole posare per qualche foto sapendo che ci farà contenti. Anche il suo asino guarda in camera paziente.

Ci salutiamo e quando si gira e va via vedo che sulla schiena ha avvolto, come un bambino in un drappo colorato, una vecchia radio che sicuramente passerà insieme a lui il Natale.

La radio che il pastore di lama porta alla schiena Perù

Don Cirillo il pastore peruviano di lama

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By | 2017-01-04T16:35:29+00:00 gennaio 4th, 2017|Generale, Viaggio|

One Comment

  1. Gianpaolo 13 gennaio 2017 at 00:50 - Reply

    Penso che anche la persona più equilibrata che conosco schioderebbe dopo pochi giorni se vivesse come Don Cirillo!

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