La vecchia che viveva Storie d’Amore

Una anziana signora che guarda il cielo

Ho fatto un “parafrasaggio” selvaggio del libro di Sepulveda “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore”, mi scuso, ma forse come titolo ci azzecca lo stesso.

Lungo le spiagge del Messico meridionale c’è un piccolo angolo di paradiso  abitato da una graziosa vecchietta di 90 anni con una Storia d’Amore alle spalle che mi a venire la pelle d’oca.
Gli abitanti del luogo la chiamano “Zia Porfiria”, è stata la prima abitante di questi luoghi un tempo incontaminati e selvaggi. Mi racconta la sua storia e credo valga proprio la pena condividerla con voi.
Arrivò nel 54 con suo marito, erano i soli abitanti ed erano tagliati fuori dal mondo: senza televisione elettricità o del telefono ma nel cuore della più rigogliosa natura che si possa immaginare. I pesci, le aragoste e gamberi gli venivano dati dal mare, i manghi, gli avocados e le banane dagli alberi, l’acqua dolce dalle falde sotterranee e la compagnia dalle migliaia tartarughe che venivano a deporre le uova sulle spiagge.

Poi arrivarono i narcos che vollero espropriare loro la terra, usarla come punto strategico per ricevere le lance dal Guatemala o i corrieri che attraversavano quella zona disabitata per portare la droga più a nord.

Prima furono solo “proposte che non potevano rifiutare”, poi erano divennero minacce ma loro non vollero andarsene, di terra ce n’era per tutti e quella era la loro.  Dopo pochi anni una notte tornando a casa uno colpo di fucile colpì a morte il marito della Zia Porfiria. La corsa attraverso la foresta e le mulattiere non fu rapida abbastanza e il marito morì sul dorso dell’asino che lo stava trasportando all’ospedale insieme a sua moglie. La Zia giurò che sarebbe morta anche lei nella stessa terra dove se n’era andato il suo amore.

I narcos le dissero: “o te ne vai o ti ammazziamo”. Lei rimase. Per non ucciderla la costrinsero a sposarsi con uno dei signorotti locali e quello fu l’inizio di un altro incubo. Dopo pochi anni e grazie all’intercessione del fratello che venne per proteggerla finalmente divorziò.

Oggi la Zia mi racconta che aspetta di morire e ricongiungersi con il suo amore, ha un sorriso largo e intenso come la vita che ha vissuto. Ogni tanto ricorda con malinconia i tempi in cui il luogo dove abitava era un “Eden” nascosto agli occhi della civiltà… uno giardino segreto dove vivevano felici. Poi dovette vendere il suo pezzo di terra  a quello che oggi è il “centro messicano della tartaruga” intorno al quale si è sviluppato tutto il paesino.

Lei rimane a vivere poco distante, nello stesso sentiero che porta al mare, in una piccola capanna, senza essere ricordata da nessuno. La intervisto, le scatto foto mentre mi accompagna insieme a Olga in luoghi della sua memoria, quegli alberi, quei fiumi, quei sentieri, quelle spiagge…

Ci accompagna negli scenari della sua vita e noi seguiamo in silenzio…

By | 2016-12-17T15:45:21+00:00 gennaio 16th, 2011|Fotografia, Generale, Storie|

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