Ancora la Storia di “USCIRE DALLA ZONA DI COMFORT”

LA FAMOSA STORIA "DELL'USCIRE DALLA ZONA DI COMFORT"

Immagine di Darius Foroux

LA FAMOSA STORIA DELL’”USCIRE DALLA ZONA DI COMFORT”

Ci risiamo con questa storia, è sicuramente uno dei modi più diffusi per persuadere con 5 parole la gente a fare qualche qualcosa d’importante, buttare giù qualche porta per scappare, magari appicciare il fuoco a qualcosa o stravolgere la propria vita con qualcos’altro.

Sembra che finché stai nella famosa zona niente succede e la tua vita è un piattume, un giradischi che gracchia con la testina che rimbalza sull’ultima traccia. Ma quando finalmente l’abbandoni e te ne vai allora succedono cose “grandiose”, lì sì che c’è la “vera” vita e tanta buona musica.

MA VERAMENTE VIVIAMO IN UNA ZONA DI COMFORT?

Vorrei innanzitutto dire che non tante persone stanno in una zona di comfort, di questi tempi non mi sorprenderei d’incontrare chi non l’ha nemmeno conosciuta.

Altri secondo me non l’hanno mai abbandonata proprio perché ascoltare questo “leitmotiv” gli sarà parso naturale quanto “prendere un martello e tirarselo sui coglioni” giusto per provare le brezza di qualcosa che non è confortevole e quindi dovrebbe fare bene.

Perché mai dovrebbero abbandonarla se ci stanno bene?

Altri ancora avranno concluso di non avere le palle, non perché le hanno sfasciate con il martello ma perché non si sentono di “quella categoria” che ne ha abbastanza per sottrarsi dal risucchio diabolico della famosa zona.

E forse qualcuno prenderà l’aforisma come quelle frasi tipo: “piantala di star male! Incomincia a stare bene piuttosto!” …et voilà, ogni male dovrebbe scomparire… Dovrebbe appunto.

Quindi, a meno che non intendiamo la zona di confort come il sofà davanti al caminetto (che comunque non mi dispiace affatto), proviamo a martellare un attimo questa idea invece che altre cose.

NON USCIRE DALLA ZONA DI COMFORT MA “ALLARGARLA”

Credo che sia più importante allargare una zona di comfort invece che abbandonarla.
Forse è ampliando questa base di partenza, dove stanno i nostri limiti ma anche i nostri punti di forza, che possiamo intraprendere strade che ci porteranno ad assaggiare meglio la vita e migliorare la nostra persona.

Quindi invece di uscire noi da questa zona propongo l’idea di “fare entrare” dentro di essa alcune cose per arricchirla e renderla più solida, farla diventare una casa dalla quale partire invece che una barca da abbandonare.

Tanto per cominciare ci metterei dentro i nostri desideri “orfani”, quelli dimenticati nei famosi cassetti chiusi. Poi anche i progetti che abbiamo paura di intraprendere, anche quelli potrebbero entrare nella zona di comfort senza creare troppi problemi.

Farei anche entrare con prudenza certi fastidi, certe insoddisfazioni e fallimenti che, anche se fanno un po’ male, ci ricordano chiaramente qualcosa che abbiamo voluto essere e non siamo ancora diventati.

COSA C’È NELLA MIA ZONA DI COMFORT

La mia zona di confort è dove avviene la magia, dove preparo le pozioni, dove allevo fantasie, faccio carpenteria, preparo rivoluzioni, cago mille dubbi e paure, piango, mi riposo e mi lecco le ferite, faccio lo zaino, invito compagni e fratelli, avveleno i nemici, preparo rampe di lancio.

Non voglio uscire da questa zona. Non voglio abbandonare questo comfort.

Non scambierò “la mia zona” per la promessa che fuori inizia la vita, che lì ci sono le cose che contano, che lì “the magic happens”.

I salti nel vuoto “sulla fiducia” non mi sono mai piaciuti, preferisco conoscermi, fare le prove allo specchio, pensare a quello che sto facendo e poi andare. A quel punto potrò brancolare con meno paura nel buio o saltare con più coraggio nel vuoto.

MEGLIO PARTIRE DA “DENTRO” LA ZONA DI COMFORT

Con qualche migliaio di anni di filosofia alle spalle avremmo dovuto incamerare bene il concetto che una ricerca di Sé inizia proprio da Sé, non da fuori, dalle fondamenta e dalla propria immagine, da quello che siamo e da quello che abbiamo, dai nostri talenti e dai nostri desideri, dall’onestà di riconoscerci i sogni come anche le cicatrici.

Espellere tutto questo da una zona di comfort non la fa diventare tale, semplicemente la trasforma in una zona di menzogna che non ha nulla di confortevole più che un divano e una televisione.

L’idea “life begins out of your comfort zone” è uno sputo in faccia a chi ha coltivato il suo giardino con amore, sacrificio e pazienza, fino a farlo diventare confortevole e personale.

Quindi per quanto mi riguarda la vita inizia da dentro la zona di confort, dalla sua ristrutturazione, dall’ampliarla con nuovi muri solidi capaci di tenere dentro spazi per prendersi cura delle ferite, per prepararsi alle battaglie, per smantellare stupidate, condividere gioie, esercitare visioni e pianificare cambiamenti. Il mio dovere è, anche se sono in viaggio da anni, saperla ricreare ovunque. Mi piace pensare che assomigli a una piccola palestra dove ho l’obiettivo di stare bene, anche se ho la pancetta, dove posso esercitare la forza di volontà come un muscolo e anche oppormi a questa quando mi vuole pigro e fermo, e poi c’è una zona relax con la sauna e le sdraio (ci metterei anche il caminetto ma avrei sicuramente problemi con i permessi), una infermeria ovviamente per quando mi spacco qualcosa.

CHIARIMENTI PRIMA DI ESSERE LINCIATO

Sicuramente se parliamo di zona di comfort come di un ripostiglio pieno di abitudini nocive, giocattoli inutili e sedativi per non sentire voci interiori allora sono d’accordo con il detto ma se invece estendiamo un minimo l’accezione del termine allora mi trovo contrario e preferisco la mia versione.

Inizierei una strada “verso l’infinito e oltre” molto più volentieri partendo da questa idea piuttosto che dal motto di chi prescrive il fastidio di lasciare i comfort e il dolore di abbandonare qualcosa per andarmene “fuori” dove “dicono” che le cose importanti succedono.

Non so voi.

Se uscire dalla zona di comfort significa partire per un grande viaggio ho scritto una serie di punti legati alla difficoltà di partire qui. E non è un articolo su come “raccogliere palle” per infilarsi in un cannone e farsi sparare fuori dalla propria miserabile zona di comfort.

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By | 2017-02-11T19:55:41+00:00 gennaio 17th, 2017|Generale, Risorse, Stile di Vita|

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