Verso il mare Di Cortes seguendo i pazzi della Croce Rossa

rito vespertino del saluto al mare

Un momento di pace, una tinta rosa sull’orizzonte durante il mio rito vespertino del saluto al giorno.
Un uomo lontano ha voglia di confondersi con l’acqua.
Presto sarà un nuovo giorno qui a LaPaz.

Sono in un hotel che come costo e lusso proprio non mi compete. Sono qui come ospite della croce rossa Messicana di Tijuana. Li sto aiutando a seguire la Baja 1000. Una sorta di parigi dakkar che avviene lungo le 1000 miglia della bassa california.

Ci sono maggiolini truccati, pickup sfondati, prototipi da 1 milione di dollari. Ciascuno corre nella sua categoria e si diverte. Io seguo lo staff della Croce Rossa e mi diverto più a vedere loro… sono un cinema.

Vado in giro con il Responsabile della Squadra Emergenza Disastri (Ho capito con l’esperienza che i disastri sono i membri della squadra) che non fa altro che sparare cazzate dalla mattina alla sera. Ogni tanto fa delle imboscate per cogliere in flagrante qualcuno dello staff, sopratutto Manuel, un pilota dell’ambulanza di 120 Kg che becchiamo regolarmente a dormire sulla lettiga posteriore del suo veicolo dopo aver parcheggiato lontano dai pit stop. Un’altro cerca disperatamente di scopare qualcuna e tenere a bada le altre 3 per telefono che lo aspettano di ritorno a Tijuana convinte di essere le uniche. Un’altro che dovrebbe seguire con il pick up della croce rossa la gara stando per ultimo, ci prende la mano e si piazza primo su una tappa facendo incazzare il responsabile che guarda terrorizzato la condizione dei semiassi del veicolo.

Io sono esterrefatto e mi cago addosso dalle risate anche se ogni tanto mi sento veramente fuori dal mondo, lontano da tutto ciò che mi appartiene come cultura, luoghi, amicizie, abitudini… l’adattamento continuo mi fortifica ma ogni tanto mi sfibra.

Considerate che il viaggio da Tijuana sino all’ultima tappa sono 1700 km andare e 1700 a tornare, a stretto, strettissimo contatto con i Disastri. Considerate anche che a Tijuana dormivo in un camper dentro l’autorimessa della croce rossa, con un cane idrofobo che faceva ronde di notte, e il cesso dentro l’edificio principale che dovevo raggiugnere senza essere sbranato.

Insomma sono divertito ma sfinito.

By | 2016-12-17T15:45:09+00:00 maggio 8th, 2012|Diario Personale di Viaggio, Generale|

One Comment

  1. Radar 9 maggio 2012 at 21:58 - Reply

    ciao mitico,
    sembra una cartolina d’altri tempi :)
    qui tutto scorre… con tutte le combinazioni d’accenti :)

    domattina devo essere a perugia per una gara di tiro al cappello: pensami :P

    un abbraccio a te e alla tua compagnia
    d.

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