VIAGGIARE DA SOLI – Vantaggi, Meraviglie, Problemi, Consigli

Viaggiare da soli paure e meraviglie

Viaggiare da soli? Ma sei sicuro? Sei pronto? Hai paura? Come farai? “E se succede…” “E se poi..”
Quante ne hai sentite vero? Incredibile come una piccola e comprensibile ansia per una nuova esperienza possa diventare uno spaventoso salto nel vuoto. Mille facce di una innocua scelta che, povera lei, ha preso troppe forme dopo troppe chiacchiere.
Scegliamo questa forma: una storia importante che non deve terrorizzare né diventare strana o gigantesca, deve stare al suo posto, nella tua vita.

Viaggiare da soli oppure solo Partire da soli?

Viaggiare da soli, suona bene vero? Solo la prima parola. Il “da soli” nella nostra cultura ha attributi spesso negativi. Sembra un tuffo di testa nella solitudine, nell’emarginazione, nell’allontanamento. Il risultato di un’incapacità di frequentare altri. Ci dicono che siamo animali sociali, che bisogna fare gruppo, divertirci assieme, conoscersi, scambiare, interagire.

Abbiamo visto “da solo” quello che a scuola nella ricreazione stava in un angolo, quello che nel gruppone di amici stava in silenzio, quello che era “la spalla” di quell’altro più tosto, la zitella, l’emarginato, l’incompreso, quello losco che siede solo al tavolino. Sembra che “solo” non sia la conseguenza di una scelta che può essere meravigliosa, ma solo l’effetto di non riuscire a stare con altri. È così anche se viaggiamo soli?

Nei miei 10 anni di viaggio “da solo” ho incontrato più mondo, persone e amici che nei primi due terzi della mia esistenza. Sembra che questo “da solo” sia fasullo, almeno in certi termini. Vedo meglio un trekking da solo, un cinema da solo, una serata a casa da solo. E non mi sembra che in sé queste “solitudini scelte” siano una forma di autolesionismo o condanna.

Alone o Lonely?

Se esprimessimo certe sensazione in inglese sapremmo distinguere tra questi due sapori di “Solo”.

Alone” è fisicamente solo. La condizione che cerchi, la relazione diretta con il mondo e le tue decisioni per condurre il tuo viaggio in solitaria. Pensalo come un “Operare da Solo”.

Lonely” è diverso. Il mio dizionario me lo spiega subito in questi termini:
sad because one has no friends or company”. Qui siamo sul versante dell’isolamento esistenziale!! Cosa che in viaggio raramente succede e cmq è un male molto minore di sentire questo isolamento quando frequentiamo altre persone. Quando non siamo Alone ma ci sentiamo Lonely.

Se ripercorro i miei dieci anni di vita on the road avrò fatto al massimo 3 o 4 giorni di seguito “alone” nei boschi del Canada, o al massimo 10 quando mi sono volutamente isolato in qualche posto che sentivo speciale. Tipo in Colombia dove affittai un giardino con bersò, ci rimasi un tempo prima di essere raggiunto dalla mia compagna, facevo sport, scrivevo, leggevo libri e guardavo le mie serie preferite, stendevo articoli anche per questo blog. Era la condizione di “Solo” più bella che ho vissuto. Guardate cosa avevo scritto: IL MIO PRIMO MESE DA SCRITTORE

Un viaggio che abbia a che fare con la conoscenza non sarà quasi mai lonely, ci sarai tu innanzitutto. Se sarai depresso credimi che solo trovare da mangiare e dormire ogni giorno sarà un ottimo balsamo per l’umore o per le relazioni. Ci saranno gli altri anche, ognuno con le sue orbite di persone intorno. Magari tu nello loro e loro nella tua.

Solo con i miei pensieri e la mia strada… ma vicino agli Altri.

La compagnia dei tuoi pensieri ti sarà lieta, la curiosità, il sorriso la necessità e la spontaneità ti avvicineranno agli altri o faranno avvicinare loro a te se ce ne sarà bisogno. Stai tranquillo.

Un mondo pieno, ovviamente pieno, di “Altri” ti circonderà con calma, attratto forse dal tuo zaino o dal tuo accento, dalla tua energia, dal tuo bisogno o dalla tua allegria. Saranno amici per la vita, per una notte o per un giorno, per un trekking o una passeggiata in città, per un viaggio in pullman o per uno intercontinentale. Saranno amori amicizie o solo meteore, ma gli Altri intorno ci saranno. Potrai avvicinarti o allontanarti, senza vincoli.

“Solo” sarà un ricordo del passato, forse quello di come tutto è iniziato, con la paura del trampolino, la prenotazione aerea e lo spaesamento all’atterraggio. Oppure “Solo” sarà una scelta del presente, di come partire o continuare, di come assaporare e meditare la strada senza che ogni decisione o impressione debba essere premeditata, elaborata e mediata. Viaggiare da soli non sarà più un problema di asocialità, l’effetto di una incapacità di stare con gli altri, ma l’effetto di una scelta consapevole.

Se hai paura di partire senza un gruppo questo articolo sarà il primo compagno di strada per conoscere come viaggiare da soli.

Tu e il viaggio, una storia d’amore

Sei tu, il mondo intero ma anche un solo albero, l’universo di culture e colori ma anche il problema di dove dormire stanotte. Tu e tanti pensieri, tu e degli sguardi, tu e problemi da risolvere, tu e qualche tesoro nascosto. Nessuno ambascia o negozia per te, l’unico e migliore intermediario è solo e soltanto il lato migliore della tua persona.

La tua avventura non viene interrotta da una tabella di marcia, non viene lacerata nel suo divenire, corrotta dal mercato “all inclusive”, rovinata dal babysitteraggio penoso di chi ti porta in giro come un cane al guinzaglio a vedere questo e quello. Non ci saranno operatori a farti ritrovare lontano quello che avevi vicino + un paio di musei nuovi + un paio di spiagge nuove. Non ci saranno venditori a propinarti una “diversità” orchestrata, edulcorata e tranquillizzante che combacia con le cartoline e segue il canovaccio delle guide turistiche.

Invece viaggi da solo e torni “primordiale”, torni semplice.

Sei una donna bambina o un uomo bambino. Ti devi occupare di cibo, di alloggio, di scoperta, di crescita, di incontro. Punto, finito.

Queste esigenze smascherano un Io profondo dedicato solo a sopravvivere, poi vivere e poi vivere ancora più profondamente, forse anche amare, forse anche rimpicciolirti o ingrandirti rispetto al tutto, riconsiderare meglio la tua grandezza o la tua miseria.

Sei tu e l’Altrove che diventa sempre più vicino e reale. Non puoi stare al margine della pista, devi ballare, devi viaggiare da solo. I compagni di strada, se ti piace averli o se vuoi togliere l’attributo “da solo” che ti fa ancora un po’ paura, arrivano o se ne vanno. Sei libero e libera.

C’è una linea invisibile e succede che l’attraversi diventando parte di un Tutto più grande. Ma il passaggio è piccolo e ci si passa uno solo per volta.

Vantaggi e svantaggi di viaggiare da soli

I vantaggi di viaggiare soli

1) Rapidità, efficacia

Le decisioni passano da un cuore e una mente. Non da un meeting improvvisato dove fare medie ponderate tra 10 preferenze diverse.

2) Organizzazione insieme a Improvvisazione

Organizzare serve ancora, ci mancherebbe (io sono una schiappa). Ma la logistica si modifica con l’opportunità, con la conoscenza di prima mano. Provi – Senti – Scegli. Questo non avviene “anticipando” la vita di strada con una pianificazione a tavolino ma aggiustando la bozza generale strada facendo. Immagini – Sperimenti – Aggiusti. C’è una meravigliosa circolarità tra organizzazione e improvvisazione (su quest’ultima me la cavo molto meglio).

3) Viaggiare da soli al proprio ritmo

Decidere se rimanere un’altra notte o partire, se sacrificare questo o quello, se seguire una strada o una catena di eventi oppure abbonare tutto è una anche una questione di RITMO. Come il giorno e la notte, come inspirare ed espirare, come lo Ying e lo Yang, come le storie d’amore o le litigate croniche. C’è un ritmo perché le cose durino “il giusto” rispetto a chi sei e quello che cerchi. Non ci sono garanzie, puoi sbagliare, ma di sicuro devi poter scegliere. Viaggiare da soli è danzare con questo ritmo.

Può essere più giusto stare perché ti sei innamorata oppure è il caso di partire? Può essere più giusto accettare l’invito e vivere in un posto o fare i bagagli perché ne troverai uno più bello? Può essere più giusto seguire questa strada perché ha un cuore (diceva lo sciamano di “A scuola dallo stregone”) o fare dietrofront per trovarne un’altra? Andare avanti perché te l’hanno consigliato o deviare perché avevi un piano meraviglioso?
Naturalmente la scelta “Giusta” è tale se segue un tuo ritmo, una tua pulsazione. Vale per te che viaggi da sola, ma non per tutti.

4) Costi

Non aver prenotato tutto fissando concretamente le spese permette d’incontrare opzioni più economiche. Sia per gli alloggi che per i tour che per le serate culinarie. Essere sul posto vuol dire accedere di prima mano alla vendita, non attraverso cataloghi per turisti che li consultano da casa loro. Si può vedere sul posto, accettare o rifiutare. Ci si può far consigliare da locali o da viaggiatori che hanno già “provato” il servizio.

Ci sono infrastrutture per comuni mortali, fuori dal centro, fuori dalla guida, fuori da tripadvisor che fanno il loro lavoro senza gareggiare per ammaliare milioni di turisti che cercano il meglio senza mai domandare di persona o curiosare. Alcune stanze belle in foto sono brutte nella realtà mentre altre esattamente il contrario. Così anche per tour ed esperienze culinarie.

Cosa scegliere e quanto spendere sono anche una questione di umore e di valore percepito. Io spesso preferisco un pavimento tra gente meravigliosa che mi ospita rispetto a pagare una cifra per una stanza-scatola senz’anima con due quadri kitch e il letto king size (specie quando hai un solo corpo per riempirlo).

5) Quello che rimane dopo

Togliamo pure quello che rimane nel primo mese dal ritorno: la voglia di spaccare il mondo, fare quel corso, frequentare quell’associazione, conoscere viaggiatori, abbracciare alberi, ripartire daccapo, etc..

Togliamo tutto questo perché la cariche emotive hanno brillato in viaggio ma adesso i fuochi d’artificio sono finiti. In 30 o 60 giorni l’onda si abbassa per diventare una risacca. Però le idee possono durare più a lungo di certe emozioni. Se facciamo un lavoro di merda non potremmo gridare al cielo quanto amiamo la vita (tipica e bella reazione da back-packer ai primi viaggi da solo) ma possiamo continuare a covare pensieri, anche se stanchi morti. Alcuni pensieri se opportunamente innaffiati possono crescere fino a sfondare tetti.

Quindi per stare ossessivamente sulle metafore botaniche posso dire che viaggiare porta semi che durano più a lungo nella mente che nel cuore. Certe esperienze di viaggio in solitaria fanno maturare scelte che influenzano la ricerca di nuove relazioni, domicili, professioni. Influenzano il modo di consumare, di vivere il materialismo, di assegnare priorità e selezionare esperienze. Non succede forse al primo viaggio ma a lungo andare succede.

Non mi dilungo qui sull’ovvietà tipo imparare lingue o mestieri, fare lo zaino bene o male, fare nuovi sport etc…

Incontri viaggiando da soli

Gli svantaggi di viaggiare da soli

Se il mondo è veramente così pieno di pericoli e predatori, chi è solo diventa una preda più facile. Certi paesi sono veramente una minaccia per chi viaggia da solo?

1) Pericoli

Guardare il mondo attraverso i consigli del ministero della difesa, delle notizie di cronaca nera e di epidemie dilaganti, non è il modo migliore per valutare questo pericolo. Comunque è vero, non essere in branco può essere un punto debole in situazioni complicate dove l’unione fa la forza, dove il gruppo è una risorsa. In realtà conoscere qualcuno e condividere un pezzo o tutto il viaggio è più facile che andare nel pub/bar/lounge della tua città e attaccare bottone. Viene più naturale, c’è più predisposizione ad aprirsi e incontrare porte aperte, non sempre, ma quasi sempre.

2) “Solo”..in senso anche brutto

Un altro svantaggio è non condividere la bellezza, in qualunque forma la percepisci, nel presente, nell’attimo, nel qui e ora. La bellezza non dimezza se condivisa, forse raddoppia, pensate a un film, pensate al solito tramonto, pensate a qualcosa di grandioso con qualcuno al vostro fianco. Ogni tanto ho desiderato puntare un dito su una meraviglia del mondo e avere un amico o un’amica che lo vede, lo sente, lo amplifica, lo ricorderà insieme a me.

È vero che i compagni di strada si fanno ma non saranno come gli amici di una vita, quelli che ci sono stati in ogni momento più importante, quelli che uno sguardo e una battuta pescano sù una storia antica di risate e complicità, quelli che ti fidi perché sono più che fratelli e sorelle.

Questo è uno svantaggio, però l’incontro con nuove persone anche se non ha radici in una storia e cultura comune può essere incredibilmente inteso, corale e appagante. Questa magia non viene ogni volta ma accade, eccome se accade!

Se non succede avrete l’impegno di ammaliare la vostra gente quando riportate tutto a casa.

3) Stanchezza…tanta stanchezza

La stanchezza è un altro compagno per chi vuole viaggiare da solo, s’insinua lentamente annidandosi sotto all’adrenalina, al brivido, alla festa… ma poi quando il viaggio continua per un po’ esce allo scoperto. Parlo di viaggi molto lunghi, forse mesi forse anni, ma arriva. Forse anche nei viaggi brevi in cui non incontriamo qualcosa che ci faccia sentire vivi. La stanchezza è un parente del crepacuore, non stronca ma ci spegne.
Ne ho scritto in questo articolo, quando schifato e amareggiato di certe menate turistiche, senza nuovi amici da troppo tempo e con solo la spossatezza di viaggiare da mesi mi richiusi in un ostello a scrivere…

4) Il tempo diventa ancora più breve

Viaggiare da soli richiede più tempo che denaro. Questa è una moneta migliore per pagare ciò che verrà in cambio facendo strada. Le barriere temporali, sopratutto quelle idiote delle vacanze all’italiana tutte ad Agosto e per due settimane, diventano molto più fastidiose. Creare un viaggio vivendolo è un’esperienza meravigliosa ma non troppo pianificabile. Ricordate l’interazione circolare tra organizzazione e improvvisazione?.

Se siamo poveri di tempo saremo anche più taccagni a spenderlo per qualcosa che “potrebbe iniziare” quando sappiamo già la data in cui tutto deve “per forza finire” con il volo di rientro.

5) Il lato brutto dei rientri

Quando con un salto di poche ore tra due aeroporti rientri in quello che chiami la realtà (ma quella di prima cos’era scusa, fantasia?), certe cose possono anche starti strette. eri, come dice un mio amico, “Tutt’uno con il Tutto” o cmq vivevi fuori dai ranghi, dai limiti, da un certo tedio. E adesso devi normalizzare alla svelta, riadattarti, riprendere il posto di combattimento.

Per carità succede anche con una vacanza: sei stressato -> vai in vacanza ti diverti o non fai una mazza -> torni a casa e ti ri-stressi. Se fosse solo questo sarebbe un male minore.

Ma viaggiare da soli non è solo una questione di vacanza, è anche sperimentare te stessa senza certi imbruttimenti, sentire spinte che non immaginavi, sentire la potenza micidiale di un desiderio che si sta realizzando. Come puoi conciliare questo con la vita nella quale sei chiamato a rientrare?
Quando questo bagaglio ingombrante di idee e impressioni deve essere compresso per fare spazio a tutto il resto … non sarai molto felice.

Se l’esperienza di viaggio ha alimentato desideri e questi non sfogano in azioni e cambiamenti, puoi soffrire. Dovrai accettare o peggio sopportare.

Ti accompagnerò… ma perché io?

Claudio Giovenzana Viaggiare da SoliViaggiare è condividere, viene da sé come uno sbadiglio. Per questo motivo negli anni di strada ho cercato di “riportare qualcosa a casa”, prima notizie di me che ero perso in un bosco, accampato su una spiaggia, ospitato da uno, accompagnato da un’altro. Poi sono iniziati i racconti, giravolte di parole intorno ad emozioni incontenibili che mi sfuggivano come sabbia tra le dita, andavano scritte per fissare memorie, per incorniciare episodi, per sentirmi narratore.

È infine arrivata l’esperienza pratica, risolvere piccoli e concretissimi problemi o provare a rispondere a domande più grandi. L’arte ma anche la tecnica del viaggiare da soli, un po’ di filosofia e riflessione ma anche pragmatismo e sopravvivenza. Così ogni tanto ho voglia di condividere, ispirare, allargare la famiglia di viaggiatori, dire “cosa ho imparato” per quello che ci ho capito in anni di strada.

Ho scritto vari articoli dal 2008, senza fretta, senza troppo badare al SEO e ai like, senza essere ossessivo su un tema perché il viaggio diventa vita e la vita non entra bene nelle pagine di un motore di ricerca. Così un pezzo alla volta ho parlato degli aspetti di una vita mobile, ormai vivo viaggiando 8/10 mesi all’anno e ho dovuto imparare daccapo parecchie cose, conciliare lavoro casa salute cultura relazioni con lo stile di vita nomade. Il viaggio all’ennesima potenza. Una vita on the road va molto oltre gli slogan che circolano, è più capricciosa, più altalenante, più affascinante e completa degli aneddoti e degli aforismi che ben conosciamo.

Articolo dopo articolo le risposte sono arrivate, viaggiatori come te hanno raccolto quello che avevo da dire, hanno reagito.
Adesso tu sei qui. Ti accompagnerò. Cercherò di dirti la mia su molti aspetti del viaggiare da soli, in modo autonomo, lasciando che il viaggio si ricrei sotto i tuoi passi attraverso le tue emozioni, i tuoi bisogni e i tuoi incontri.

Cosa pensi a proposito di viaggiare da soli?

Lasciami una traccia della tua storia di strada, del tuo desiderio soddisfatto oppure no, di come ha cambiato la tua vita o la resa migliore senza nemmeno toccarla.

Ti prego di commentare questo articolo per farlo crescere.

By |2018-08-25T18:36:59+00:00luglio 18th, 2018|Generale, Viaggio|

Leave A Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.