viaggiare nel mondo

Dopo anni di strada ecco alcune abitudini per approfittare al massimo della giornata di viaggio, riempirla, ricordarla e portarla sempre con sé.

1) LA “prima” MATTINA HA L’ORO IN BOCCA

La “tarda” mattinata invece ha il senso di colpa in agguato.

In poche parole non alzarti alle 11 solo perché “sei in vacanza”.

Non l’avrei mai detto ma nonostante tutta la libertà di cui dispongo con il mio stile vita nomade la cosa più utile che ho fatto è stata sacrificarne una parte e rimettere nella mia vita “routine”, obblighi, disciplina. In questo modo ho recuperato salute, ho avanzato con il mio lavoro, imparato nuove cose e guadagnato almeno un paio di ore sulle ventiquattro che abbiamo a disposizione. Come ho fatto? Una tra le cose principali è stata imparare ad alzarmi presto in viaggio. I vantaggi?

  • avere le migliori condizioni climatiche
  • un vantaggio rispetto all’invasione turistica che dalle 9 am trasfigura ogni luogo
  • una delle migliori luci per fare foto
  • la possibilità di arrivare a mezzogiorno felici di aver già fatto tanto e prendersi una pausa per mangiare/riposare mentre i ritardatari cuociono sotto il sole dentro folle incastrate.

Oggi non mi alzo mai dopo le 8am (rarissime eccezioni), spesso alle 6,30 – 7 am sono già con la mia tazza di caffe in mano, a scrivere a sistemare foto o preparare lo zaino per uscire. Non importa se non ho qualcuno che me lo impone, un capo, un lavoro, un appuntamento o una minaccia. Lo faccio per me e ho scoperto che è un salvacondotto per la mia libertà. Dicono “IF YOU WIN THE MORNING YOU WIN THE DAY”. Ho descritto in questo articolo una lista di violenze autoinfliggibili per svegliarsi la mattina e mettersi in pista alla svelta.

2) LEGGEREZZA=FELICITÀ DI VIAGGIARE NEL MONDO

Lo dicono viaggiatori ben più esperti di me, è un assioma che molti conoscono ma qualche volta la nostra razionale esigenza di essere preparati a tutto ci obbliga a portarci appresso carichi assurdi che poi dobbiamo gestire per l’arco intero del viaggio come una condanna. Viaggiare nel mondo con un carico leggero è una benedizione.

Sono molte più le volte che mi sono trascinato dietro qualcosa di inutile che quelle in cui mi sono trovato “mancante”.

Abbiamo nella nostra testa la mentalità della “casa” in cui si accumulano oggetti per anni che rispondono a mille esigenze, in viaggio quella mentalità non è più adeguata. Oppure è adeguata tanto quando l’idea di fare un trasloco al giorno.

Il gesto di impacchettare/spacchettare, il pane quotidiano del viaggio, se mal concepito (o rallentato da oggetti inutili) spreca tempo preziosissimo e ti sottopone a una noia mortale e gratuita. Per non parlare del peso da trascinare nel “trasloco” in miniatura che ci tocca in ogni posto che visitiamo.

Dedicherò un post al riguardo ma in due parole posso consigliare, quando stiamo preparando lo zaino, di focalizzare l’attenzione su oggetti insostituibili/irreperibili. Ovvero che non troverai all’estero o che all’estero non saranno altrettanto buoni. Un esempio: la mia tenda in latino america non esiste, se ne compro una ha le dimensioni di una mensa da accampamento militare, il sacco a pelo anche, la macchina fotografica costerebbe il doppio nel terzo mondo, il pile termoriscaldato qui non è ancora arrivato ecc..

Altri oggetti come calzini, maglietta, cappello, sacchetti vari, roba basilare per cucinare e molti altri ammenicoli si trovano o rimpiazzano ovunque.

Questa mentalità permette di partire con “meno”, muoversi più rapidamente e con meno fatica, fare e disfare lo zaino in un battibaleno e guadagnare tempo. Diceva Ford per le automobili “Se non ce l’hai non si rompe”, io nel contesto del viaggio mi sento di aggiungere “Se ce l’hai ma non serve rompe soltanto i coglioni”.

TUTTO IL MIO MONDO MATERIALE E QUELLO DELLA MIA COMPAGNA STA IN MENO DI 160 LITRI… un articolo illuminante!

3) VAI ANCHE SENZA GUIDA

Non so a voi ma dopo un decennio di viaggio mi sembra che insistere a seguire come un rabdomante i flussi prescritti dalle guide turistiche e finire in mezzo a greggi di stranieri, dentro cloache turistiche, per vedere teatrini a pagamento, spettacoli posticci o gitarelle banali…mi deprime un sacco. Viaggiare nel mondo è anche esplorazione secondo i propri termini.

Non voglio condannare in toto le mete turistiche, spesso sono tali proprio perché degne d’interesse, altre volte sono solo specchietti per allodole o comunque dopo anni di strada diventano dei dejavù (la solita: chiesetta barocca, piazza centrale, museo folklorico, paesino coloniale, cascata di 10 metri, zoologico con animali strani ecc…).

Ogni tanto andare “a muzzo” ci permette d’incontrare qualcuno o qualcosa fuori da ogni programma e aspettativa… potrei fare decine di esempi in cui l’anatomia del mio viaggio è stata trasformata in superficie come in profondità da esperienze inaspettate e incontri magici.

I ricordi più belli di questa decade di strada sono quasi sempre derivati dai “fuori pista”, da una chiacchierata casuale alla pompa di benzina, con il giardiniere dell’ostello, in un negozio.

Immaginati che ogni volta che ti senti bene per aver chiacchierato con qualcuno o visto qualcosa, è come se avessi aperto una porta che conduce un po’ più in là. Prova a seguire questa traccia e vedere cosa c’è dopo, se quell’emozione è stata una bussola che ha puntato in una direzione dove dovevi per forza andare. Se esiste un destino credo che questo lasci tracce più spesso in questi eventi apparentemente fortuiti che nelle milioni di pagine tutte uguali della Lonely Planet.

Questo punto l’ho un po’ esteso in quest’interessante articolo: LE 7 COSE CHE AVREI VOLUTO SAPERE PRIMA DI PARTIRE PER IL GRANDE VIAGGIO.

4) TIENI UN DIARIO

Se il viaggio non è solo riposo ma anche conoscenza allora ricordati che la tua memoria, oltre ad arrotondare/approssimare/inventare spudoratamente circostanze è anche tragicamente caduca…
Viaggiare nel mondo senza appunti della propria “storia di strada” ci porterà prima o poi ad un’amnesia.

Sai la fatica che ho fatto per rimettere insieme il filo narrativo che sostiene il mio primo libro? Quando ho preso la penna in mano dopo anni di viaggio, convinto di avere inciso nelle pareti dell’anima ogni singolo evento della mia “indimenticabile” avventura… ecco che ho iniziato a perdere colpi. Ho sentito voragini aprirsi inghiottendo nell’oblio giorni interi di strada, luoghi che non sono riuscito più a recuperare né descrivere, concatenazioni temporali di fatti che si sono sparpagliati a casaccio sulla linea del tempo, personaggi di cui non ricordo il volto… Viaggiare nel mondo è anche saperlo scrivere, conservare e tramandare.

Un diario può essere un puntello per la memoria, un indice che serve a recuperare eventi secondo la teoria neuroscientifica che non dimentichiamo nulla ma solo perdiamo la capacità di recuperarlo.

Se la sera, o in pausa pranzo, o a un caffe dedichi qualche minuto a buttare su carta (o nello smartphone…vedi la mia lista di applicazioni consigliate) una lista di accadimenti questo dovrebbe essere sufficiente a costruire l’ossatura della giornata di viaggio che hai appena fatto e recuperarla più avanti.

Oltre tutto scrivere può essere gioia pura, per testare questa ipotesi mi sono DEDICATO A SCRIVERE UN MESE INTERO

Altra modalità, meno stilistica, è… divertiti a scrivere! Esercita ache lo stile e la retorica, la forma e la complessità, trova un modo originale di dirlo o descriverlo. Questa modalità richiede più tempo e sforzo perché introduce oltre al “cosa” dire anche il “come” dirlo. Ovviamente due appunti su un fazzoletto sono meglio di niente ma non vanno bene per una pubblicazione, nemmeno per un post sul proprio Blog di viaggio.

Esercitare lo stile oltre che al contenuto fa bene, ai futuri blogger, scrittori, giornalisti, articolisti o alcolisti che vogliono commiserarsi con struggenti scritti. Ma questo stile complicato e “lungo” porta spesso ad abbandonare la penna adducendo scuse, la prima è che “o viaggi o scrivi”. A quel punto meglio regredire a uno stile da “inventario della spesa” e appuntarsi cosa è successo invece di lasciare pagine su pagine irrimediabilmente vuote e, quando la memoria farà cilecca, perderle per sempre.

Se hai la fortuna di tenere un “diario lungo e dettagliato” eserciterai la scrittura e preparerai la strada per futuri capitoli di libro o articoli da pubblicare. È una caparra che impegni per coonservare memorie ad “alta risoluzione” e una capacità più elegante di raccontarle.

Senti la forza emotiva di questo pezzo che starà sempre a guardia delle mie deboli memorie qui: Un natale in solitudine a 5000 metri.

O la confessione della mia stanchezza di viaggiare qui.

Oppure fatti due risate mentre io quasi andavo a fondo su un veliero con la moto sopra qui.

5) MENO SELFIE E PIÙ MONDO

Ok, vuoi avere un ricordo di te in uno dei luoghi del viaggio. Perfetto, ti fai un bel selfie.

Adesso prova a guardarti intorno e vedi chi trasformato questa esigenza a religione: ecco i branchi di Sellfomani che usano il mondo, la natura, i siti archeologici, i musei, le piazze, gli altri… solo come cornice per sé stessi, solo come decoro per la propria “figaggine”. I selfomani non vanno nel mondo, usano il mondo per decorare il proprio profilo sui social media, per contornarsi di “cose” esotiche e acquisire like. Non gliene frega un accidenti di incontrare l’Altro da sé, l’Altrove, il Lontano, l’Avventura… tutto questa roba è un accessorio proprio come il Selfie-Stick. Una scenografia dove posare. Viaggiare nel mondo vuol dire dedicarsi anche a questo.

Scusate l’insistenza ma ultimamente in Perù ho avuto la malaugurata idea di infilarmi in comitive per visitare siti archeologici ed è stata un’esperienza traumatica. Ho visto decine di persone strizzare le labbra, mettere le palpebre a mezz’asta e il cellulare a 3/4 per la loro maledetta foto che viene ripetuta davanti a ogni SASSO, PARETE, TRAMONTO, CIBO, PERSONA, ALBERO ecc… Non ne potevo più, ci fosse uno che abbia fotografato il mondo senza mettercisi di mezzo, che abbia chiesto a un pastore come fa il pelo all’Alpaca, a un massaia come prepara la Chicha Morada o come ammazza un Cuy, a un bambino delle Ande dove va a scuola, a una guida come gli Inca tagliavano così bene le pietre. Mi sono spento e ho cercato di stare il più possibile indietro al gruppo, mi sono girato di spalle per poter guardare una montagna facendo finta di essere da solo.

La mia professione di fotografo mi ha reso attento alla bellezza che il mondo trattiene in tante essenze diverse senza aver bisogno di ficcarci in mezzo la mia immagine ogni volta. Provate come faceva Terzani a sedervi in un angolo di piazza o di mercato e vedere la bellezza che salta tra facce, colori, profumi, lame di luce, penombre, vestiti. Seguite il bandolo di quella matassa e vedete dove vi porta.

Siete venuti per questa bellezza probabilmente, non per rivedere voi stessi un’atra volta. Fatto salvo le buone occasioni in cui è bello avere un’immagine della propria persona nel luogo, che rimarrà indelebile mentre noi invecchieremo guardandola.
Viaggiare nel mondo arricchisce un immaginario che vale la pena conservare anche negli album fotografici.

Anche se non siete professionisti della fotografia provate a leggere questo decalogo su quanto può essere bello e soddisfacente dedicarsi umilmente a ritrarre sulla pellicola le meraviglie del mondo. Viaggiare nel mondo è un’opportunità per fotografare tutto ciò che rappresenta una bellezza che noi non abbiamo o una distanza dalla nostra realtà.

Altra cosa: la foto e il diario si danno manforte, s’intrecciano per costruire barriere che trattengono ricordi. Se siete fortunati con una foto potrete recuperare anche le emozioni che avete vissuto in quel magico momento dietro all’obiettivo, oppure, come minimo, avrete in un fotogramma un sacco d’informazioni che mai trovereste il tempo di descrivere a parole.

Il Selfomane recuperando la sua foto saprà solo dirvi quanto era abbronzato, voi avrete il mondo che vi ha lasciato a bocca aperta e magari vi ha cambiato.

That’s it Folks!

Non lasciatemi braccare dalla solitudine di chi non riceve commenti. Se viaggiare nel mondo è quello che avete sempre sognato e se facendolo avete consolidato uno stile particolare, installato nelle vostre giornate delle routine che le migliorano non avete che da scrivermele nei commenti!

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