Panama grigia sotto la pioggia

Una delle città per cui non proverò un briciolo di nostalgia. Lei ha usato noi spennandoci con prezzi veramente alti per il Latinoamerica e noi abbiamo approfittato di lei per fare qualche foto in quelle ultime giornate della stagione delle piogge in cui i rovesci iniziano ad essere più infrequenti e di proporzioni meno bibliche.

Era una di quelle giornate in cui l’anima grigia e sporca della città emerge, in cui gli automobilisti per andare dalla “parte vecchia” alla “parte nuova” ci mettono 4 volte un pedone e imprecano che anche un milanese sulla tangenziale Est o un romano sull’Anello potrebbero imparare qualcosa per arricchire il loro turpiloquio da pendolare.

LE COSE BRUTTE DELLA VITA POSSONO DIVENTARE LE COSE BELLE DELLA FOTOGRAFIA

La foto presenta la mia costante modella Olga schiacciata a destra, nel pieno rispetto della regola dei terzi. Anche io sono uno di quelli che, salvo eccezioni, non apprezza schiaffare i soggetti al centro, ma armonizzarli con gli altri elementi presenti nell’inquadratura.
Un fotografo di cui non ricordo il nome diceva che componeva le foto partendo dallo sfondo e venendo in avanti. Prima si curava che nell’inquadratura gli elementi del paesaggio dietro fossero ben disposti, e poi organizzata ciò che stava davanti. Come quando dipingi un quadro iniziando a stendere il “fondo” poi lo “sfondo” e poi il tuo soggetto principale.
In questo caso non ho composto a partire dallo sfondo ma mi sono preoccupato di mettere Olga in relazione con le linee geometriche orizzontali e verticali della città davanti a lei e anche di quel misero muretto, meno visibile, alla quale è appoggiata.

Questa è una delle magie possibili quando giri con una macchina al collo, anche il brutto, il grigiastro il piovoso e il fetente possono diventare in qualche modo “bello”. La Bellezza in una fotografia non è quello che ci fa piacere, è qualcosa che supera di netto i limiti di questa categoria e può includere anche il terribile, il “già visto”, il veritiero, l’assurdo, il quotidiano. Non sottovalutate la bellezza che può avere una foto di qualcosa che nel senso comune è brutto.