Questo scatto l’ho esposto in una mostra e ha suscitato una tristezza generale incredibile, eppure la situazione era ben diversa ma grazie all’inquadratura sono riuscito a far credere che questo bambino, figlio della terra ed emerso da questa, fosse solo e abbandonato.
In realtà ero a Hierbe el Agua in Messico, Oaxaca, su per i pendii della Sierra insieme a un marasma di gente tra queste enormi concrezioni di calcare scavate per millenni dai fiumi sotterranei e dai ribollenti getti che sgorgano dalla roccia.
M’immaginavo una temperatura intorno ai 30 gradi, tipica delle terme, ma appena ci ho messo un piede dentro ho fatto un salto mortale all’indietro come un gatto, troppo fredda porco giuda.
Nonostante l’acqua calda negli ostelli dove generalmente mi alloggio non sia stata ancora scoperta, fare la doccia gelata è ancora qualcosa che non posso sopportare. Se poi parliamo di una immersione totale in alta montagna lasciamo pure perdere.
CHE CAVOLO FOTOGRAFO?
In quella giornata la pozza principale, dirimpetto al vuoto del baratro, era strapiena di gente, non sapevo proprio che cavolo fotografare, le ammucchiate non mi sono mai piaciute come soggetti fotografici a parte i rari casi in cui hanno un che di documentaristico.
Poi noto questo bambino in mezzo alla folla che gioca con suo padre.
Se riesco a inquadrare il figlio quando il padre arretra sembrerà da solo.
Ecco cosa stavo cercando! Mi devo avvicinare parecchio ma purtroppo non ho nessuno zoom quindi tengo la macchina lontano dall’occhio e passeggio vicino senza mai palesemente puntare verso di loro. Scatto qualche raffica immaginandomi, in base alla lente che monto, la traiettoria per immortalare il bambino.
Ovviamente non mi metto a controllare quello che ho fatto di fronte a tutti, sarebbe patetico ed evidente.
LO SVILUPPO
La buona notizia è che le foto in cui ci ho azzeccato erano veramente tante, la brutta è che troppe si assomigliavano e questo implica una estenuante selezione. Vagliati i criteri tecnici rimaneva da decidere tra un bel sorriso sulla faccia del bambino, una frignata, il sollazzo mentre gioca o magari un’espressione ambigua… Ho scelto quest’ultima. Mi piace un sacco quando la gente proietta se stessa per interpretare il tuo scatto (La Monnalisa ride? Oppure sorride, magari è preoccupata, forse è severa?). Per sviluppare la foto ho “scolorito il bambino” .. lui era più roseo e contrastava abbastanza con l’acqua ma dopo aver desaturato la sua pelle ecco che sembra emergere dalla pozza come una mozzarella dal latte… brutto paragone. Come un figlio della terra!
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Claudio sei sempre un gran maestro della fotografia che parla, altro sarebbe riduttivo .